02/14/2016

Make Amore

Prima le persone, poi il progetto.

La condanna di tanti freelancers, non solo nel mondo della grafica, è quest’idea che oggigiorno sia fondamentale diversificare. Si impara un po’ di tutto:  Adobe suite, html, css, gif, QuarkXpress, naturalmente anche un po’di After Effects, e una sbirciatina a Camera Raw non la vuoi dare? Basta un click.

Si diventa tuttofare, “Jack of all Trades” ma, siamo sicuri che sia una vera dote? Capiamoci, io adoro il pensiero laterale e temo di essere uno di quei barbari come li descrive Baricco per cui “la superficie è il luogo, esteso, della sostanza”.

È facile quando si inizia con un nuovo  progetto ambizioso farsi prendere dalla fretta e sentirsi sovraccarichi di compiti, le figure professionali sono poche, le cose da fare tante, ma essere in grado di ricoprire più ruoli non significa che sia una buona idea cercare di fare tutto. Tutto contemporaneamente, mi sono accorta, pessima idea.

Un progetto ambizioso richiede prima di ogni altra cosa le persone giuste.

Le persone giuste non sono le più qualificate, o gli dei dei nostri feed su Behance, sono i nostri simili, quelli che spesso siamo abituati a considerare “concorrenti”,  qualcuno al nostro livello, o poco distante, con il quale sia possibile iniziare un cammino di crescita insieme, qualcuno che ti senta vicino, che abbia le possibilità e la voglia di aiutare, qualcuno con cui si comunica facile.

Poi c’è da rispolverare la grammatica, il bon-ton, il Galateo e qualche volta, perché no, anche l’Artusi non guasta.

Ho imparato a rispondere subito alle mail, ok quasi sempre, perché è rassicurante, ho scoperto che “Sì, questo è un servizio aggiuntivo che possiamo offrire” funziona molto meglio di “No, questo non c’era scritto” e che “hai ragione, ma potresti provare?”  molto spesso saves the day. Ho sperimentato che è molto più importante dire “grazie, mi piace molto” quando è possibile e “no, così non va” quando necessario, è meglio pensarlo soltanto e parlare per proporre subito soluzioni. È incredibile quali percorsi relazionali può offrire la piccola produzione di cartaceo di pregio con macchinari démodé.

A volte credo che l’amore sia una mera questione di lessico e silenzio.

 

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