02/04/2016

Baffo Tipografico

Loft trovato, coworking attivato, Heidelberg traslocate, caratteri puliti, primi poster fatti. Serve un’identità, un nome un logo. Servirebbe anche un esperto artigiano che mi insegnasse tutti i trucchi del mestiere e poi, perché no, un garzone tatuato di nuova generazione, di quelli che si temperano la barba ogni mattino, che ci aiuti a spostare latte di colore, tonnellate di fogli e cassettiere di piombi. Penso “le Surréalisme, c’est moi.” e costruito un bel paio di baffi, li indosso ogni volta che entro in laboratorio.

Il logo di Lino’s Type è un’ illustrazione tipografica, uno pseudo-grafema, il segno minimo di un nuovo alfabeto altamente contaminato come ne avevo già sperimentati per il la mia immagine coordinata e in “Dopo le Parole”. Un’illustrazione con caratteri tipografici, un hack super digitale come un emoticons, stampato su carta cotone  100% con l’imperfezione della testura. Questi contrasti tra nuovissimo e vecchissimo mi danno sempre le vertigini.

Lavorare con le lettere è un privilegio, si sperimenta con il significato, il tono, il taglio.

Le lettere, i grafemi, oltre ad avere un senso e un suono legato alle convenzioni linguistiche, sono anche segni: sono leggibili come immagini, al di là del significato semantico che possiedono. Vedo la forma di ogni lettera come un pezzo di design. Cielo non è “il cielo” è “c-i-e-l-o”. Possiamo usare la topografia in forma espressiva e la forma delle lettere può veicolare visivamente il senso del messaggio. La stampa intesa come approccio visivo alla parola vi aggiunge tutto il potere del linguaggio grafico con il quale si possono suggerire altri livelli di senso.

Una lettera è immediatamente accessibile a un pubblico vastissimo e per questa sua caratteristica, è interessante per un artista, per un designer così come per qualsiasi persona entri facilmente in relazione con i segni dell’alfabeto.

Lavorare esclusivamente con i caratteri permette di risolvere con più velocità e rigore gli aspetti formali di un progetto, non solo in fase progettuale, ma anche durante la fruizione. Concentrarsi su i significati in questo modo è più semplice per entrambe le parti, portando il fulcro dell’azione sull’osservatore anziché sull’opera.

Cosa ci leggi? Un primo livello è facile da decifrare e predispone ad un’osservazione più curiosa anziché respingere con un aspetto astratto e impenetrabile. Una lettera, una faccia tipografica, un volto, un’espressione, una maschera, un’attitudine da scoprire per chi ha voglia di fermarsi a giocare. Certo è indispensabile avere un paio di baffi, magari di carta.

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